| INTERNI Mercoledì 07 Marzo 2001 intervista |
| Lavv. CONSOLO
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| TRA i giuristi che accanto a Fini hanno elaborato la strategia della Casa delle Libertà per contrastare il federalismo varato dal centrosinistra cè un docente della Luiss di Roma, lavvocato Giuseppe CONSOLO, professore di Istituzioni di diritto pubblico. «Dal punto di vista tecnico - spiega - questo referendum si configura con approvativo, secondo quanto stabilisce larticolo 138 della Costituzione, ma in realtà diventa realmente abrogativo. Infatti io lo definirei una ipotesi scolastica di correzione popolare su una legge varata soltanto a maggioranza». CONSOLO è convinto che la strada del referendum sia lunica che ormai consenta di correggere una «riforma soltanto di facciata» voluta dallUlivo. «Molto opportunamente - aggiunge CONSOLO - i padri costituenti hanno previsto che una modifica della nostra Carta fondamentale possa essere bloccata qualora in Parlamento non ottenga il consenso di almeno due terzi dei deputati e dei senatori. Qui ci troviamo di fronte a quattro voti soltanto di scarto. Penso sia giusto fermare un provvedimento sbagliato, e tornare quindi allo statu quo». Sulla scheda gli elettori dunque potrebbero trovarsi un lungo quesito, cioè tutti gli articoli della Costituzione modificati dal disegno di legge del centrosinistra: chi voterà «sì», vorrà mantenere il federalismo così come è stato varato dal Parlamento, chi voterà «no», voterà contro questo tipo di decentramento, nella speranza che il prossimo Parlamento vari una riforma più radicale e organica. Il professor CONSOLO, con un ragionamento più da politico che da «tecnico» (sarà candidato con il Polo al Senato), è convinto che gli italiani bocceranno la riforma che domani sarà varata in Senato: «Questo Parlamento - aggiunge il docente di diritto pubblico - non rappresenta la maggioranza dei cittadini, per fortuna cioè quindi il modo di verificarlo». [r. i.] |