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| Mercoledì 14 marzo 2001 |
Mercoledì 14 Marzo 2001
L’AVVOCATO GIUSEPPE CONSOLO
«Usura ed estorsioni: rafforzare
la protezione delle vittime»
di PAOLA VUOLO
C’è l’ombra del racket, il sospetto di un’estorsione dietro l’attentato al bar di piazza Pio IX. «E anche se è opportuno aspettare l’esito delle indagini», dice l’avvocato Giuseppe Consolo, professore di Istituzioni di diritto pubblico alla "Luiss" «l’episodio ripropone problemi sentiti, a Roma e nel Lazio, come l’estorsione, e l’usura. A questo proposito, il commissario di Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Tano Grasso, ha detto che Roma può essere considerata la capitale dell’usura, mentre Palermo è la capitale delle estorsioni. Reati gravissimi che colpiscono le fasce più deboli del paese. Due fenomeni legati tra loro: per combatterli non basta l’impegno delle associazioni dei volontari, ma è indispensabile che la lotta sia portata avanti da tutti i cittadini».
Cosa è stato fatto a livello legislativo?
«Le disposizioni del ’96 e del ’99 hanno inasprito le pene e stabilito il tasso usurario, e questo se da un lato è un passo avanti, dall’altro però non risolve la problematica. E’ importante la convinzione nella vittima che non conviene cedere ad usurai ed estortori, perché opporsi ai loro ricatti significa avere dalla propria parte le associazioni e le istituzioni. L’usura non è più solo quella classica del cravattaro di quartiere, ma è gestita anche dalla criminalità organizzata: che ricicla attraverso i prestiti a tasso usurario il denaro che proviene dalle attività illecite. Traffico di droga, di armi, sequestri. Se l’attentato al bar di Boccea, una zona per altro assai operosa della capitale, fosse legato a questo fenomeno, sarebbe la riprova che l’usura colpisce dal centro alla periferia».
Come si può arrivare al cuore delle organizzazioni criminali?
«Dando più sicurezza al cittadino, perché chi è vittima del racket è qualcuno che paga il cosiddetto pizzo a una banda di criminali, per avere una protezione. Ma se questa protezione venisse assicurata dalle istituzioni, il fenomeno non troverebbe spazio. Per l’usura invece potrebbero fare moltissimo le fondazioni bancarie, destinando parte dei loro profitti anche agli istituti di credito al fine di permettere agli stessi di elargire prestiti a chi offra idee e progetti ma a prescindere dalla prestazione di garanzie reali spesso inesistenti. E poi, chi può fare tantissimo è proprio la vittima, che purtroppo denuncia l’usuraio o l’estortore, solo quando è con l’acqua alla gola e non può più pagare. E invece questi personaggi vanno denunciati subito. Bisogna infatti che il cittadino abbia più fiducia nelle istituzioni».