Panorama del 16 marzo 2001

Indovina chi voto a cena


Il galà pro Rutelli di Montse Manzella e quello pro Berlusconi di Marisela Federici. Tra politici contesi e ospiti schierati, la guerra elettorale si sposta a tavola.

di
MATTEO SPINA 16/3/2001


u.pizzi
Il conteso maestro delle cerimonie, Nando Tavella.

Nando Tavella, il supremo maestro delle cerimonie della Roma che conta, non ha più una sera libera fino a dopo le elezioni. Tutti ricevono, tutti hanno politici a cena, tutti vogliono lui, il gran maggiordomo, insuperabile nel ricevere, irraggiungibile nel servire, abilissimo nel far sentire gli invitati dei gran signori. La campagna elettorale è cominciata. Non solo alla tv o nelle piazze, ma anche, e soprattutto, nei salotti e nei palazzi.

Al Grand Hotel Excelsior in via Veneto stanno già lucidando l'argenteria per il galà pro Francesco Rutelli, organizzato da Montse Manzella e Mario D'Urso. Un cenone quasi «black tie» per qualche centinaio di persone. Salmone e champagne. Purissimo olio d'oliva e crudité. Se madame Manzella fa tintinnare i suoi cristalli, Maria Angiolillo, la suprema dama, sta mandando gli inviti per l'ultima cena trasversale, aperta a quelli del Polo e dell'Ulivo, a ministri e dignitari, programmata per i primi di aprile. Maria è ufficialmente super partes, anche se nell'intimo il suo cuore è un po' polista. E quindi dopo questa cena, per tutta la campagna elettorale, resterà fuori dalla mischia.

Nella mischia si butterà invece Sandra Verusio. Altro che aprile dolce dormire. Il prossimo per la marchesa sarà un mese faticosissimo. Massimo D'Alema, Giuliano Amato, i Rutelli, i Manzella, e tutto il parterre dell'Ulivo, più i giornalisti amici, da Eugenio Scalfari a Lilli Gruber, saranno ospiti in villa o a casa. Da Verusio, così come da Angiolillo, l'atmosfera è rilassata, il cibo è ottimo, e i vini, dal Baron d'Elle al Sassicaia, accontentano anche i palati radical più raffinati.

Proprio per i raffinati del Polo Marisela Federici darà invece una gran cena alla Furibonda, splendida villa sull'Appia. L'affascinante nobildonna ospiterà Silvio Berlusconi e alla serata offrirà il suo patronage Cesare Romiti, presidente della Rcs.

Attorno ai grandi eventi, destinati a finire nella rubrica «Giorno e notte» del Messaggero, ci saranno però tante cene più riservate: a casa Sensi, nell'appartamento dei Pallesi o dei Fabiani, nella bella residenza di Vittorio Merloni, nel villino dei Tatò, nell'attico di Mariano e Rita Pane, nel piccolo, romanoviano Cremlino dell'avvocato Giuseppe Consolo, candidato di Alleanza nazionale a Roma, nel mongiardinesco salotto di Angelo e Melania Rizzoli, nel soft night-club di Guya Sospisio, nella magione gianicolense di Sandra e Franco Carraro.

Il principe Carlo Giovannelli parteciperà alle feste di tutti i colori, volando di fiore in fiore come una farfalla. Ma è l'unico a sfoggiare tanta disinvoltura. Tutti gli altri, potenti o aspiranti potenti, guarderanno bene al colore delle feste.

Guai a sbagliare. Si finisce nelle cronache mondane e si resta catalogati come simpatizzanti dell'Ulivo o del Polo per tutta la vita. Anche nei salotti è l'ora della scelta. Quasi un voto anticipato, fatto a tavola invece che in cabina. E a tavola, su tutte le tavole delle cene in piedi, troneggerà il treccione di mozzarella, una costante di tutte le feste. L'adorano Rutelli e Amato, D'Alema e il mai invitato Pierluigi Castagnetti. Nando Tavella lo taglia a fettine sottili. E i politici riempiono il piatto, mescolando il formaggio con basilico e pomodorini. Bianco, rosso e verde, come i colori della bandiera.