Corriere della sera del 26 marzo 2001

Il tema della sicurezza agita la campagna per le politiche. Le risposte dei candidati, le strategie dei partiti

Prostituzione e nomadi: scontro Ds-An

Leoni: più rispetto delle leggi. Consolo: cambiare la Merlin. I rom? Si spostino


I rom? Per il centrodestra «se sono nomadi si devono spostare, altrimenti si devono integrare», per il centrosinistra il problema va affrontato in un altro modo: «sì, all’accoglienza, nessuna indulgenza verso chi commette dei crimini». La prostituzione? Per il centrodestra «dimostra il fallimento delle politiche del governo, si deve cambiare la legge Merlin, ed individuare zone a luci rosse, per togliere dalla strada uno spettacolo che i figli non devono vedere». Per il centrosinistra «funziona la legge contro la riduzione in schiavitù, ora bisogna andare alla radice del fenomeno e colpire i gruppi mafiosi». Le pene? per il centrodestra «pochi scontano le pene». Il centrosinistra ribatte: «In carcere ci vanno solo i poveracci, chi si può permettere un buon avvocato sta alla larga dalle celle». Sono i tre principali punti di contrasto fra gli opposti schieramenti politici all’indomani della presentazione del rapporto prefettizio sulla sicurezza. Alla presentazione dei dati - che raccontano una città a due facce, dove nell'anno del Giubileo i reati sono diminuiti del sei per cento ma dove la gente ha paura e chiede più divise nelle strade - c'erano anche i due aspiranti sindaci del centrosinistra e del centrodestra, Walter Veltroni e Antonio Tajani. Il prossimo sindaco sarà probabilmente colui che sarà riuscito meglio a rassicurare i romani. I temi sul tappeto sono molti. Ma quali sono le risposte? Lo abbiamo chiesto ai due rappresentanti degli opposti schieramenti impegnati in questi giorni nella campagna elettorale per la Camera e per il Senato: l'onorevole Carlo Leoni, ex responsabile giustizia dei Ds, attuale coordinatore regionale del partito in corsa per la riconferma alla Camera e l'avvocato Giuseppe Consolo, professore di Diritto pubblico alla Luiss e candidato al Senato per Alleanza nazionale.

DA DESTRA

«Cittadini scoraggiati troppi reati impuniti»


Avvocato Consolo, i reati a Roma sono diminuiti del 6 per cento… «Nella Capitale il numero dei delitti è più alto che a Napoli. Si sta mettendo la popolazione in condizione di non denunciare più quelli che a torto vengono chiamati microreati».
Perché si sceglie il silenzio?
«Il 90% dei reati resta impunito, le forze dell'ordine sono impotenti, i cittadini scoraggiati».
Quindi il calo dei reati è solo apparente…
«Chi redige le statistiche dovrebbe girare per la città, c’è paura di uscire la sera perché alcune vie non sono illuminate. Non basta che la città sia sicura, deve apparire sicura».
Cosa fare, allora?
«Il codice penale va bene ma è disapplicato. E le pene devono essere rieducative e non afflittive. Oggi i pochi che entrano in carcere con una piccola macchia ne escono delinquenti».
Perché pochi? Rebibbia e Regina Coeli scoppiano…
«Però il 50% dei detenuti è in attesa di giudizio. Abbiamo il primato in Europa. Bisogna velocizzare i processi».
Perché non si riesce a espellere i clandestini?
«Perché è sbagliata la legge. Dobbiamo creare le condizioni per cui gli stranieri non siano costretti a emigrare. Sì a chi viene per lavorare, no a chi, senza lavoro, rischia di diventare preda della malavita».
E gli zingari?
«La politica di sinistra e radical-chic ha cercato di favorirli, persino con le case di edilizia pubblica. Per fortuna Storace le ha bloccate. Se sono nomadi si spostino».
Ma non lo fanno più da tempo…
«Rinunciare al nomadismo significa integrarsi, non delinquere».
Troppi morti sulle strade di Roma. Che si può fare?
«Finché si costruiscono auto che superano i 200 all'ora... Non c'è prevenzione, manca senso civico, pochissimi si fermano alle strisce pedonali».
Le piace l'idea del vigile di quartiere?
«Certo, ci vogliono i presidi locali. Quando l'automobilista sa che c'è la polizia guida meglio».
Bastano 18 mila divise tra Roma e provincia?
«No, gli uomini sono pochi e inadeguata è la nostra considerazione nei loro confronti. Compiono un servizio nobile e non occupano l'ultimo gradino della scala statale».
Contro la prostituzione si cominciano a vedere i risultati…
«No, la legislazione non funziona. O prendiamo atto che il governo non sa arginare il fenomeno e si trova un'alternativa o si elimina del tutto».
Sì, ma come?
«Cambiando la legge Merlin».
Riaprire le case chiuse?
«No, ma individuare aree a luci rosse come si è fatto nelle capitali del Nord, con controlli sanitari e di polizia e far pagare le tasse a chi svolge l'attività a casa sua. Non è giusto che i nostri figli debbano assistere allo spettacolo di tutte queste donne e travestiti in giro».
La presenza a Roma del crimine organizzato è controversa. Lei cosa pensa?
«Se aumentano i sequestri a chi si è macchiato del 416 bis, come si fa a dire che la mafia non sta mettendo radici»?

M. Gu.