
Nomination per Giulio, Umberto
e Antonio.
Cofferati a chi assegnerà l'Oscar?
I Cento Fiori: tutte le opinioni, come i boccioli, debbono fiorire
BERLUSCONI, DAGLI "AMICI" TI GUARDI IDDIO
ROMA, 26 marzo - AgenParl - Nei settori più moderati di Forza Italia
cresce la convinzione che sia in atto una manovra diretta a rendere sempre
più difficile la navigazione del governo e, soprattutto, a creare situazioni
di rottura irreparabili. Il malumore lievita e ormai si cominciano a fare
apertamente i nomi dei tathcheriani della maggioranza, i quali forzano la
mano al fine di togliere spazi di manovra alle componenti "di non stretta
osservanza" che fanno parte della Casa della Libertà. Emerge,
quindi, la convinzione che il muro contro muro ha, come obiettivo finale,
il consolidamento del "bipolarismo forzato".
Alcuni parlamentari di Forza Italia si chiedono: "Costruito il muro,
ci dovremo porre il problema di chi sta dentro o fuori dalla cortina?".
Si ritiene, inoltre, che, in tal modo, il confronto tra i due blocchi possa
avere come protagonisti gli oltranzisti dei due Poli: da un lato i turboliberisti
alla Tremonti e dall'altro lato i "sindacalconservatori" alla Cofferati.
In questo quadro, si pensa di bloccare le spinte di quanti, nell'uno e nell'altro
schieramento, chiedono il ritorno al sistema proporzionale. Sistema considerato
"pericoloso" e, soprattutto, impeditivo dei progetti presidenzialisti
che rientrano negli obiettivi di esponenti sia destra che di sinistra.
CISL: LO SPIRITO DELL'ULIVO INCOMBE SULLA MARGHERITA
ROMA, 26 marzo - AgenParl - La CISL è preoccupata. Si valuta negativamente,
infatti, la prospettiva, sostenuta da Francesco Rutelli e da altri suoi amici,
di porre la Margherita "sotto l'usbergo" dell'Ulivo. Questo comporterebbe
una ipoteca della CGIL sulla federazione ulivista. L'organo della CISL Conquiste
del lavoro sottolinea oggi che "lo spirito dell'Ulivo incombe sulla nascita
della Margherita".
Negli ambienti di via Po non si sottovaluta la spinta, emersa anche nel corso
del congresso di Parma, per un ticket Prodi - Cofferati, non escluso dallo
stesso Rutelli. Si afferma che, in questo caso, verrebbe accentuato un bipolarismo
oltranzista, che porterebbe anche a forme di presidenzialismo, considerate
del tutto contrapposte al nostro sistema costituzionale.(a.ball)
MORANDO (DS): "DICIAMOLO, È TERRORISMO ROSSO"
"Sbaglia chi parla di Berlusconi come un pericolo per la democrazia"
ROMA, 26 marzo - AgenParl - La sinistra e il terrorismo. Ci sono due modi
diversi di rapportarsi al ritorno del fenomeno anche all'interno degli stessi
Democratici di sinistra.
"Sbaglia chi parla di Berlusconi come un pericolo per la democrazia,
sopratutto ora che un vero pericolo per la democrazia è ritornato ad
affacciarsi anche nel nostro Paese e mi riferisco al terrorismo", sottolinea
il leader dei liberal della Quercia, Enrico Morando. "Bisogna sgomberare
il campo da questi pregiudizi perché la confusione è pericolosa",
aggiunge il senatore diessino. Per "trovare la massima unità possibile
e arginare il fenomeno", Morando suggerisce alla sinistra di non lasciarsi
attrarre dalla tentazione di accusare altri dell'omicidio di Marco Biagi.
"La sinistra deve dimenticare quella drammatica domanda, il 'cui prodest?'
che si faceva vent'anni fa. Bisogna ammettere che questo terrorismo è
rosso, nasce da una antica rottura del Partito comunista con le frange più
estreme, lo fa chi pensa di essere avanguardia dell'interesse dei lavoratori",
aggiunge il liberal, che ha partecipato al convegno di "LibertàEguale"
dal titolo "C'è pericolo per la democrazia?".
"È sbagliato, quindi, dire che questo governo non è legittimo
anche se all'interno dell'esecutivo vi sono delle componenti illiberali e
dei provvedimenti che non possiamo condividere. Dobbiamo - conclude Morando
- evitare di dire che quello di Biagi è un omicidio di Stato, perché,
altrimenti, cadremmo in una lunga serie di contraddizioni e non aiuteremmo
il Paese a trovare l'unità di cui c'è bisogno per sconfiggere
il terrorismo". (c.s.)
Colombo: "Il centrosinistra non deve cedere nemmeno di un millimetro"
L'ex senatore diessino Furio Colombo, attuale direttore dell'Unità,
la pensa diversamente. A tutti quelli che accusano i girotondisti di avere
inasprito il confronto e, in qualche modo, spianato la strada al terrorismo,
risponde così: "Dentro la sinistra ci sono differenti piani di
visione delle cose, vediamo lo stesso fatto attraverso due lenti diverse",
ha spiegato commentando le parole di Morando.
"Le parole massimalista, settario ed estremista non hanno senso per me",
ha spiegato Colombo. "Sono termini utilizzati in politica che si rivolgono
a contenitori stagni di persone, a gruppi di individui che hanno un inizio
e, soprattutto, che hanno una fine", ha aggiunto.
"Al Palavobis e nelle manifestazioni delle ultime settimane, invece,
ho udito linguaggi che non assomigliano a quelli della politica, sono linguaggi
della gente che solo ora si è decisa ad avvicinarsi a essa". Circa
la linea che il centrosinistra dovrebbe tenere, Colombo ha le idee chiare:
"Nel corso della mia lunga esperienza negli Usa, ho imparato una cosa
della democrazia americana: che esistono un polo A e un polo B che si combattono
anche duramente, ma che nessuno cede di un millimetro le sue posizioni. Così
dovrebbe avvenire secondo me - ha concluso Colombo - anche nell'Italia del
maggioritario".(v.p.)
FONDI COMUNI NEL MIRINO DI BANKITALIA
Ma Cantoni (FI) contesta l'iniziativa: "Prima di criticare gli altri, guardi in casa propria"
ROMA, 26 marzo - AgenParl - La trasparenza al centro delle polemiche tra
Banca d'Italia e Assogestioni. La materia del contendere riguarda, in particolare,
il risparmio gestito dei fondi, nel cui comparto, secondo Vincenzo Desario,
direttore generale di Bankitalia, "sussistono asimmetrie informative
che rendono difficile per il risparmiatore la valutazione economica dei servizi
offerti".
D'accordo con Bankitalia, il senatore Ivo Tarolli (CCD - CDU), che commenta:
"Dal punto di vista gestionale, la Banca d'Italia non ha mai sbagliato:
se l'organo di vigilanza esce allo scoperto, polemizzando, è perché
ha elementi chiari o sufficienti per farlo". Spiega, poi, il senatore:
"Se non erro, il primo dato che ricordo a memoria è che le attività
complessive dei fondi sfiorano il milione e cinquecentomila miliardi di lire
(circa 750 miliardi di euro), una cifra colossale. Rispetto a cifre di questo
tipo, pertanto, è dovere imperativo dell'istituto di vigilanza richiedere
trasparenza a tutti quelli che operano nel settore. Il secondo dato che io
ricordo è che queste attività finanziarie sono un terzo del
risparmio delle famiglie italiane. Come l'istituto di vigilanza si occupa
presso le banche degli altri due terzi, perché l'efficienza sia coniugata
alla trasparenza, non si vede perché questo non debba essere fatto
anche verso il comparto che gestisce una quantità di risparmio così
rilevante".
Diametralmente opposta la posizione del senatore Gianpiero Cantoni (FI), che
spara a zero contro l'istituto di vigilanza: "Prima di criticare gli
altri, Bankitalia dovrebbe guardarsi dentro". E aggiunge: "Certo,
questo non vuol dire che un settore così importante, quale quello dei
fondi, non debba essere tutelato, soprattutto nei confronti dei piccoli risparmiatori".
(f.t.)
VERTICE BARCELLONA: ENERGIA, CONSUMATORI ANCORA UNA VOLTA PENALIZZATI
ROMA, 26 marzo - AgenParl - Dopo il vertice europeo di Barcellona, che ha
stabilito la completa apertura dei mercati del gas e dell'elettricità
per tutte le utenze industriali, il commissario europeo alla Concorrenza,
Mario Monti, ha "bacchettato" gli Stati della UE, in quanto, ora
più che mai, "è necessario pensare ai consumatori",
arrivando il prima possibile a "un accordo per l'apertura delle utenze
domestiche", così come era stato richiesto dalla stessa Commissione
europea.
In casa Italia, nel frattempo, l'Autorità garante della concorrenza,
guidata da Giuseppe Tesauro, ha bocciato due punti chiave aggiunti dal ministro
delle Attività produttive, Antonio Marzano, al
cosiddetto decreto sblocca - centrali, ossia la fissazione per l'ENEL di un
tetto del 50% di potenza lorda installata e la decisione di escludere che
all'ex monopolista si possa chiedere un'ulteriore riduzione della capacità
produttiva.
Tarolli (CCD - CDU): "Si poteva fare di più"
Il senatore Ivo Tarolli (CCD - CDU), in merito alle conclusioni del vertice
spagnolo, ritiene che "si poteva fare di più, però, rispetto
al punto di partenza, si è ottenuto un risultato positivo".
Spiega, quindi, il senatore: "La Francia è sotto elezioni, per
cui non poteva concedere molto; nonostante ciò, ha cercato un minimo
compromesso, che costituisce un buon viatico al fatto che fra sei mesi, dopo
le elezioni, si farà sicuramente un altro vertice europeo molto più
determinato e incisivo, in materia, rispetto a quello di Barcellona".
Per quanto riguarda il problema ENEL, il parlamentare commenta: "L'Antitrust
fa il suo mestiere: è giusto, utile, doveroso che lo faccia. L'ENEL,
da parte sua, ha in corso il piano di dismissione: l'Italia deve proseguire
su questa strada, attenta, con buona pace anche dell'Antitrust, a non andare
a scialacquare o consegnare un patrimonio di importanza strategica, come è
quello dell'energia, a centrali che, poi, non rispondono a interessi nazionali".
"Non mi consta - conclude Tarolli - che né francesi né
tedeschi né spagnoli né inglesi, in nome del principio della
liberalizzazione, si siano impoveriti o depauperati o abbiano perso i gioielli
di famiglia. Il Governo deve procedere verso la liberalizzazione, che è
l'unico strumento che possa consentire alla tariffe di scendere e ai cittadini
di avere benefici, ma deve evitare che queste centrali strategiche entrino
in un circuito non in linea con gli interessi nazionali".
Benvenuto (DS): "C'è stato un compromesso, ma le tariffe restano alte"
Anche per l'on. Giorgio Benvenuto (DS) "al vertice di Barcellona si poteva fare di più, però è soprattutto importante che non ci sia stato un rinvio né che si sia assistito a una paralisi a causa di condizionamenti elettorali". Prosegue, quindi, il parlamentare: "È stato fatto un compromesso onorevole, ma si deve senz'altro fare di più, anche perché le tariffe, soprattutto da noi, sono molto alte e le aziende e le famiglie ne ricevono un danno abbastanza grave".
Crinò (Misto): "D'accordo con le valutazioni di Mario Monti"
Secondo il senatore Francesco Antonio Crinò (Misto), "le decisioni dell'Antitrust vanno nella stessa direzione delle conclusioni di Barcellona". E aggiunge: "Anche le dichiarazioni di Monti sono sostanzialmente corrette, le condivido appieno".
Bologna (WWF): "Barcellona non ha indicato una strategia europea"
Il portavoce del WWF Italia, Gianfranco Bologna, ammette, invece, che "se
la liberalizzazione del mercato energetico si fissa su una produzione energetica
vecchio stampo, l'economia mondiale continuerà a finanziare, con soldi
dei contribuenti, tecnologie energetiche e produzioni energetiche inquinanti
e insostenibili. Se la liberalizzazione del mercato energetico, al contrario,
venisse fatta in maniera tale da attivare anche sussidi virtuosi nei confronti
delle energie rinnovabili e dei vettori energetici da fonti rinnovabili, come
l'idrogeno, allora questo meccanismo potrebbe essere utile".
E conclude: "Il quadro in cui si sta facendo la liberalizzazione non
è tanto chiaro: purtroppo, il vertice di Barcellona non ha dato segnali
chiari di una precisa strategia europea in materia di sviluppo sostenibile".
(f.t.)
FMI E WTO: ANCORA CRITICHE ALLA LORO CONDUZIONE
ROMA, 26 marzo - AgenParl - "Sono necessarie profonde riforme del Fondo
monetario internazionale e della Organizzazione mondiale del commercio, che
devono spostare l'attenzione sulle politiche di sviluppo per i paesi più
poveri": questa la dura critica mossa dal premio Nobel per l'economia,
Joseph Stiglitz, chief economist della Banca mondiale fra il 1997 e il 2000.
Secondo l'economista, infatti, FMI e WTO dovrebbero essere "più
aperte, trasparenti e democratiche" e attuare politiche "più
orientate alla crescita dei paesi poveri, con un forte accento sull'educazione,
la salute e maggiori opportunità per tutti".
Anche la trasmissione Report, in onda su Rai3, si è recentemente occupata
del problema delle organizzazioni economiche mondiali, facendo notare, attraverso
le parole di Noam Chomsky, che la povertà dei paesi del Terzo mondo,
il cui debito, dall'85 a oggi, si è raddoppiato, dipenda dalla politica
portata avanti dal FMI, che persegue "politiche fallimentari e socialmente
ingiuste".
Durante il programma è stato anche sottolineato come, nonostante i
piani di austerità economica posti in essere dal FMI, la situazione
dei PVS non è migliorata. Un esempio su tutti, la Tanzania, considerata
il paese modello dal Fondo monetario, dove è stata inserita l'economia
di mercato. In questo paese, ci sono ora beni di lusso, che, tuttavia, nessuno
può permettersi; inoltre, in nome del libero mercato, sono stati tolti
i sussidi all'agricoltura, allontanando molti occupati dall'attività
base e, in seguito ai tagli allo stato sociale, sanità e istruzione
sono allo sfascio.
Frau (FI): "Il FMI va riorganizzato, rivedendo il trattato di Bretton Woods"
Il senatore Aventino Frau (FI), vice presidente della Commissione Affari
Esteri di Palazzo Madama, appena rientrato dalla Conferenza per i Finanziamenti
allo Sviluppo di Monterrey, concorda con l'analisi posta in essere da Stiglitz,
"nel senso che la politica fatta dal FMI, ma anche dalla Banca Mondiale,
è stata una politica di restrizione di aiuti, nonché di aiuti
mal dati".
E spiega il senatore: "Se a un paese impoverito o fortemente indebitato
si mettono dei vincoli che socialmente sono insostenibili, in quel paese non
avviene, come nel nostro, una rivolta politica, ma un'accelerazione della
povertà. In questo senso, il FMI va riorganizzato, ma va anche ripensato
il trattato di Bretton Woods, che ha creato il FMI e la Banca Mondiale".
"Ho proposto, in questi giorni, e la Commissione Esteri l'ha approvata
- conclude Frau - un'indagine sul funzionamento di questi grandi istituti
finanziari. È inutile che diamo 10 milioni di dollari al Benin, tanto
per fare un esempio, e poi non gli compriamo i prodotti che può produrre,
soprattutto nell'agricoltura. Gli diamo 10 milioni di dollari buttati e impediamo
a questo paese di autoalimentarsi e autogestirsi".
Bobo Craxi (Nuovo PSI): "Il caso dell'Argentina dovrebbe far riflettere"
Anche l'on. Bobo Craxi (Nuovo PSI) ha ammesso: "Se si è determinata,
in questo periodo, una critica così forte e accentuata alle organizzazioni
mondiali e, quindi, alle cosiddette centrali della globalizzazione, ciò
significa che non tutte agiscono in modo coerente ed egualitario e sovente
travalicano le proprie competenze".
"O le istituzioni politiche mondiali riescono a governare quelle dell'economia
- ammonisce il parlamentare - o al primato dell'economia, nel mondo moderno,
non ci si potrà più opporre. Il problema risiede nella volontà
del governo mondiale, che, semplicemente, non esiste. O meglio, il governo
mondiale è rappresentato oggi dagli Stati Uniti, le cui scelte in politica
estera coincidono con la propria concezione di ordine mondiale: alcuni paesi
vanno aiutati, sostenuti, talvolta anche armati, altri vanno schiacciati sotto
il peso dei loro debiti. Il caso dell'Argentina, in tal senso, è emblematico".
Spini (DS): "Serve un gruppo di monitoraggio presso l'ONU"
D'accordo con le critiche di Stiglitz anche l'on. Valdo Spini (DS), che propone: "Sarebbe importante la costituzione, presso il Segretario generale delle Nazioni Unite, di un gruppo di monitoraggio sul tema del sottosviluppo, come è stato, giustamente, auspicato dalle organizzazioni non governative. Un gruppo autorevole, di grandi personalità, che possa raccogliere l'appello di Stiglitz ed esprimerlo in condizioni propositive".
Rivolta (FI): "Manca al FMI una visione ad ampio raggio"
L'on. Dario Rivolta (FI) ha, invece, precisato: "Non credo che il Fondo monetario internazionale compia una scelta 'di classe o di ceto economico'. Quello che il FMI fa è di effettuare delle valutazioni asettiche di puro stampo economico - monetarista, senza tener conto di quelli che sono i dati socio - politici a medio termine. Ecco, il problema del Fondo è proprio questo: la mancanza di osservazione e di previsione ad ampio raggio". (f.t.)
DECISIONE CONSIGLIO MINISTRI UE SUI SOSTEGNI ALLA FRUTTA IN GUSCIO: SODDISFAZIONE
DEL PRESIDENTE DE GHISLANZONI
ROMA, 26 marzo - AgenParl - In merito alle decisioni dell'ultimo Consiglio
dei Ministri dell'Agricoltura della UE, che, sulla falsariga di quanto già
previsto negli anni passati, ha approvato un regolamento che proroga la possibilità
di concedere un sostegno specifico di 15 euro al quintale ai produttori di
nocciole per la campagna 2001-2002, il Presidente della commissione Agricoltura
della Camera, on. Giacomo De Ghislanzoni Cardoli (FI), ha dichiarato: "Esprimo
la mia personale soddisfazione per l'importante risultato ottenuto in favore
dei produttori di frutta in guscio. Ciò è stato reso possibile
anche grazie all'efficace coordinamento messo in atto, questa volta, tra tutte
le istituzioni italiane interessate".
"L'Italia avrebbe rischiato di ricevere un danno enorme, non solo sociale
ed economico, in molte regioni marginali, dove non esistono alternative produttive
a tali colture e dove è preminente il ruolo di presidio ambientale
del territorio che la corilicoltura svolge nelle aree montane e collinari".
"Dobbiamo ora vigilare - ha concluso De Ghislanzoni - affinché
sia mantenuto l'impegno a presentare, entro l'estate, uno studio che valuti
la possibilità di istituire finalmente un regime strutturale di sostegno
comunitario per la frutta in guscio. Aggiungo, inoltre, che è ancor
più necessario da parte del Ministero della Salute applicare al più
presto la decisione della Commissione Europea del 4 febbraio 2002, nella quale
si prevede che le importazioni della frutta in guscio nell'Unione Europea,
provenienti dalla Turchia, siano accompagnate da un certificato sanitario
rilasciato dalle competenti autorità".
LUSETTI (MARGHERITA): "PENSIONE A 1 MILIONE ANCHE A INVALIDI CIVILI E DISABILI SENSORIALI"
ROMA, 26 marzo - AgenParl - La legge finanziaria 2002 ha aumentato gli importi
delle pensioni minime percepite dagli anziani ultrasettantenni con reddito
inferiore ai 13 milioni di lire annue a 1 milione di lire mensili.
"È necessario estendere un beneficio analogo anche agli invalidi
civili e ai disabili sensoriali - ha detto l'on. Renzo Lusetti (Margherita)
- che necessitano, in considerazione della difficoltà che la loro condizione
comporta, di interventi e servizi il cui costo non sempre è coperto
dall'ente pubblico".
Su questo argomento, l'on. Lusetti ha interrogato il ministro della Salute,
Girolamo Sirchia e il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Roberto
Maroni per sapere "se il Governo, nell'ambito degli adempimenti della
'legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi
sociali',
intenda riclassificare gli importi delle indennità degli assegni in
favore degli invalidi civili, dei ciechi e dei sordi".(v.s.)
MORTI SOSPETTE DI MILITARI ITALIANI: URANIO DI NUOVO SOTTO ACCUSA
ROMA, 26 marzo - AgenParl - Ritorna lo spettro uranio sulle missioni italiane
in Kosovo e in Bosnia - Erzegovina. La conferma viene indirettamente dalla
commissione medica ospedaliera del Ministero della Difesa. Nell'ambito degli
accertamenti sullo stato di salute dei militari italiani coinvolti nelle operazioni,
è stato infatti riconosciuto il nesso di causalità tra le patologie
tumorali e l'utilizzo di alcuni tipi di armi. Fino ad oggi tale correlazione
era stata sempre negata. E, quindi, respinte le domande di riconoscimento
di causa di servizio per i diversi militari impiegati nei Balcani deceduti
per leucemia dal 1994.
"Ora si aprono nuovi spiragli, commenta l'on. Michele Cossa (Misto),
per le istanze di risarcimento fino a oggi respinte. Mi auguro che, alla luce
dei nuovi risultati medici, si possa giungere al riconoscimento dei relativi
diritti in precedenza negati, compresi quelli rigettati con sentenza passata
in giudicato". (e. n.)
LA BASILICATA NON È IL TEXAS. E REALACCI (MARGHERITA) INTERROGA IL
GOVERNO SULLA QUESTIONE PETROLIO
ROMA, 26 marzo - AgenParl - L'attività di ricerca petrolifera condotta
nell'area della Val d'Agri, in Basilicata, non ha prodotto, a oggi, i risultati
sperati.
In particolare, da più parti è stata lamentata una politica
poco chiara nella conduzione di un'operazione che non terrebbe conto dei costi,
compresi quelli sociali e ambientali, legati al programma di ricerca ed estrazione
del greggio. La diffusa insoddisfazione riguarderebbe anche la scarsa ricaduta
sul territorio, che non sarebbe subordinata all'approfondimento dell'analisi
costi - benefici.
"Il completamento del programma dovrebbe essere subordinato a uno studio
di fattibilità - ha dichiarato Ermete Realacci della Margherita - in
modo da poter operare eventuali cambi di tendenza nella conduzione della questione
petrolio, non escludendo a priori, assieme alla riduzione o rilocazione dei
pozzi anche l'opzione zero, vale a dire l'eventualità di bloccare allo
stato attuale il quadro delle attività petrolifere".
"Le attività di estrazione infatti - ha proseguito Realacci -
insistono in aree che, in quanto parte di sistemi locali caratterizzati proprio
nelle loro peculiarità storico - ambientali e naturalistiche, verrebbero
a perdere progressivamente quella potenziale forza competitiva sui mercati,
agricolo e turistico in particolare, che, molto più del petrolio, e
per un tempo molto più lungo, rappresentano il vero valore aggiunto
di questi territori. Le attività di estrazione, inoltre, insistono
su aree ricche di falde acquifere la cui purezza potrebbe venire pregiudicata,
con grave danno per l'intero bacino idrico che interessa sia la regione Basilicata
sia la regione Puglia, dalle attività stesse".
"Lo stesso Ministero dell'Ambiente - ha concluso l'esponente della Margherita
- in un documento del febbraio 1997, a proposito delle attività petrolifere
in Basilicata, ha affermato che, essendo il marchio di qualità di molte
produzioni agricole di mercato "ormai indissolubilmente legato alla qualità
ambientale del territorio ospitante...è difficile pensare a un marchio
di qualità legato a un territorio marcatamente segnato da estesa attività
industriale"".
L'on. Realacci, sulla questione, ha interrogato il Ministro dell'Ambiente
per sapere se possa essere scongiurata l'autorizzazione di nuovi pozzi fino
alla avvenuta perimetrazione del Parco della Val d'Agri, così come
deciso dal consiglio regionale della Basilicata e per riconoscere all'Ente
Parco della Val d'Agri quelle finalità di tutela e conservazione della
natura del territorio, non assoggettabile a interventi che possano metterne
a rischio la qualità ambientale e l'immagine dell'ente di tutela. (a.uffre)
VENDOLA (PRC): "RISPETTARE GLI ACCORDI DI KYOTO"
ROMA, 26 marzo - AgenParl - Il 4 marzo 2002 i ministri dell'Ambiente della
UE si sono impegnati a completare, entro il 1° giugno 2202, la ratifica
del trattato di Kyoto, approvato nel 1997, che impone alle nazioni aderenti
della UE di abbattere dell'8%, rispetto ai livelli registrati nel 1999, i
gas che provocano l'effetto serra.
L'Italia ha assunto l'impegno di ridurre del 6,5% i livelli di emissioni di
gas serra nel 1990. Tale impegno si rivela assolutamente insufficiente, considerando
che nel 1999 le emissioni di gas serra sono aumentate del 4,4% rispetto al
1990.
La situazione risulta maggiormente complicata dalla volontà di liberalizzare
nuove centrali elettriche.
La Conferenza di Marrakesh, che prevede una riformulazione di compensazione
e compravendita delle quote di inquinamento, e il Piano Bush determinano un'inversione
di tendenza di ogni politica di riduzione delle emissioni.
Su questo argomento, l'on. Nichi Vendola (PRC) ha interrogato il Ministro
dell'Ambiente e della Tutela del territorio, Altero Matteoli, per sapere "cosa
intenda fare il governo italiano, sia nelle sedi internazionali, a carattere
mondiale ed europeo, sia in sede nazionale, in merito alla lotta all'effetto
serra e al recepimento effettivo del protocollo di Kyoto".(v.s.)
LUCCHESE (CCD - CDU): "È ALLARME SICCITÀ IN SICILIA"
ROMA, 26 marzo - AgenParl - Per l'emergenza acqua in Sicilia vi è
grande preoccupazione in tutte le famiglie, nonché negli operatori
agricoli, che non sanno come affrontare la situazione. "Occorrono provvedimenti
immediati per risolvere questo drammatico problema".
Lo ha sottolineato l'on. Francesco Lucchese (CCD - CDU), che ha presentato
un'interrogazione al ministro delle Infrastrutture sull'allarme siccità
in Sicilia, "dove si rischia, in un'estate che si prevede abbastanza
torrida, di rimanere completamente senza acqua". (a.ball)
GIACCO (DS): "MODIFICARE LA LEGGE SULL'IMMIGRAZIONE A FAVORE DEI MINORI"
ROMA, 26 marzo - AgenParl - L'on. Luigi Giacco (DS), segretario della Commissione
per l'Infanzia, ha presentato, assieme all'on. Capitelli (DS), una risoluzione
in Commissione per far presente che, nel recente sbarco della nave curda sulle
coste siciliane, tra i rifugiati vi sono 377 bambini che necessitano di tutela
e specifica assistenza in conformità alla Costituzione italiana e alla
Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo di New York.
"Gli ultimi sbarchi - ha detto l'on. Giacco - evidenziano ulteriormente
la necessità di dare delle normative all'accoglienza di rifugiati che
vengono da Paesi dove non c'è solo miseria, ma anche violenza, repressione,
intolleranza politica e religiosa".
"L'Italia - prosegue la risoluzione - è l'unico paese dell'Unione
Europea a non avere una legislazione organica in materia di asilo e per questo
l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite, nel fornire i dati sulla presenza
dei rifugiati in Italia, che sono 23.000, cioè 0,4 ogni mille abitanti,
chiede alcune modifiche alla legislazione vigente per renderla in linea con
quella degli altri paesi europei".
Con la risoluzione presentata, Giacco impegna il governo a predisporre tutti
gli interventi urgenti e necessari per accogliere i rifugiati e, in particolare,
i bambini e far sì che "la normativa vigente venga adeguata quanto
prima, emendando il testo del disegno di legge sull'immigrazione, in modo
particolare per quanto riguarda i minori".(a.ball)
DELMASTRO DELLE VEDOVE: "RESISTERE ALLA TENTAZIONE DEL SENO PROROMPENTE
DELLA FERILLI"
ROMA, 26 marzo - AgenParl - "Sensibilissimo al fascino prorompente e
mediterraneo di Sabrina Ferilli, nell'inevitabile sguardo lanciato al seno
della splendida attrice durante la grande adunata romana della CGIL, ho letto
sulla maglietta: 'Resistere, resistere, resistere'. Alla compagna Ferilli
è doveroso rivolgere l'invito a resistere anche alla tentazione di
incassare 300 milioni per ogni puntata di uno spettacolo leggero che conduce
in televisione con un altro 'compagno', che prende un cachet di poco inferiore".
Lo ha detto l'on. Sandro Delmastro Delle Vedove (AN), che ha aggiunto: "Un
compagno operaio verace, lavorando 40 ore a settimana in fabbrica, impiega
più di 10 anni per guadagnare quello che Sabrina, grazie a una succulenta
ma immeritevole ipertrofia mammaria, guadagna in una sera. Questo è
il vero scandalo!".(a.ball)
PISTONE (PdCI): "COMMERCIO ARMI, IMPEGNO IN DIFESA DELLA 185"
ROMA, 26 marzo - AgenParl - L'on. Gabriella Pistone (PdCI), in merito all'arrivo
in Parlamento del disegno di legge di ratifica dell'accordo quadro relativo
alle misure per facilitare la ristrutturazione e le attività per la
difesa europea, ha commentato: "Il disegno di legge non si limita alla
ratifica dell'accordo, ma, con molti articoli aggiuntivi, di fatto, modifica
la legge 185/90 sul commercio delle armi, una delle più avanzate a
livello europeo. Tale operazione non è da noi condivisa, tant'è
che abbiamo presentato autonomamente emendamenti migliorativi".
"Oggi - prosegue la parlamentare - grazie all'azione positiva svolta
dal mondo delle associazioni, a livello di opposizione, abbiamo raggiunto
una posizione unitaria, cofirmando una serie di emendamenti tendenti a salvaguardare
i contenuti positivi della legge 185".
E conclude: "Su questo saremo inflessibili e chiediamo al Governo di
rivedere molte delle posizioni assunte. Significativo, a tal proposito, è
anche l'intervento, molto pregnante, del cardinale Camillo Ruini alla Conferenza
episcopale italiana, con il quale ha chiesto di non intaccare la 185 e, quindi,
di non favorire il nefasto commercio delle armi". (f.t.)
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CONSOLO (AN): "CONGRESSO PROVINCIALE AN, HA VINTO LA DEMOCRAZIA" ROMA, 26 marzo - AgenParl - "Al congresso
provinciale romano di Alleanza Nazionale, ha comunque vinto la democrazia":
questo il commento del senatore Giuseppe Consolo (AN), in merito all'esito
dell'elezione del "federale", colui che guiderà la
federazione romana del partito di Fini. Tre erano i candidati in lizza:
l'on. Teodoro Buontempo e i consiglieri comunali Pierluigi Fioretti
e Vincenzo Piso, candidato della cordata Storace - Alemanno, che l'ha
spuntata con il 54% circa dei voti. |
Dove si combattono in concreto le battaglie elettorali? In ciascun paesino
e in ciascuna città; lì i partiti si misurano; oggi prevale
uno, domani un altro. È lì che si forma la coscienza sociale,
lo spirito di libertà e di tolleranza, l'emulazione alle virtù
civiche e morali. (Sturzo)