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26 giugno 2002
LA MAGGIOR PARTE DEI POLITICI BOCCIA LA LINEA COFFERATI
ROMA, 26 giugno - AgenParl - Il no di Sergio Cofferati alla mano tesagli da Piero Fassino per superare il momento di crisi originato dall'odg bocciato dai DS anima il dibattito politico. La maggior parte dei parlamentari sono critici nei confronti del leader della CGIL e solo una parte della sinistra si ritrova sulle sue posizioni.
Campa (FI): "Cofferati vive nel passato"
All'interno di Forza Italia si scatenano le critiche al leader della CGIL. "Cofferati ha una visione della politica ancorata al passato e intende portare la sinistra verso una posizione di scontro, non rendendosi conto che il mondo è cambiato - dichiara l'on. Cesare Campa - Il suo è il preciso atto politico di una sinistra che ritiene di aver perso per non aver fatto una politica di sinistra".
Mancuso (FI): "Cofferati e ANM fanno prevalere il loro odio ideologico"
L'ex ministro della Giustizia, on. Filippo Mancuso, rincara la dose: "Cofferati e l'Associazione Nazionale Magistrati sono i sodalizi che negano la realtà facendo prevalere il loro odio ideologico a ogni costo".
Stagno d'Alcontres (FI): "Cofferati pensa di più ai progetti personali"
L'on. Francesco Stagno D'Alcontres si spinge oltre, affermando che quello di Cofferati "è un progetto personale, più che un progetto politico".
Mazzoni (UDC): "Le rappresentanze sindacali vere dialogano con i governi"
E anche nell'UDC piovono considerazioni critiche da parte dell'on. Erminia Mazzoni: "Non ci sono ormai parole per la presa di posizione di Cofferati. I fatti parlano da soli", afferma la parlamentare, che prosegue: "Le rappresentanze sindacali degne di tale nome si stanno comportando come devono: dialogano con il Governo, rappresentano le istanze della categoria per la quale parlano, cercano di mediare le posizioni. Dall'altra parte, invece, c'è un ostruzionismo caratteristico della peggiore politica, non vi è nessun tentativo di costruire una proposta politica in favore di una parte della nostra collettività. Tra l'altro, ci sono delle scadenze che rendono ancora più evidente questo stato di cose e che quindi giustificano quelle che possono essere definite delle illazioni politiche".
Carra (Margherita): "Nella miglior tradizione della sinistra italiana
"
Tra gli esponenti della Margherita, l'on. Enzo Carra crede che quello di Cofferati "sia un atto che si inquadra nelle vicende della sinistra italiana che ha vissuto anche nel passato momenti come questo".
Pistone (PdCI): "L'art. 18 va difeso da tutta la sinistra"
L'on. Gabriella Pistone (PdCI) ritiene che "l'ordine del giorno bocciato dalla maggioranza del partito diessino era parziale, perché la difesa dell'articolo 18 è un tema caro non solo alla CGIL, ma anche alla CISL e alla UIL". "È un errore tenere fuori CISL e UIL - afferma la parlamentare - poiché la posizione che deve essere mantenuta ferma, da parte di tutto l'Ulivo, è quella della difesa dell'articolo 18".
Malabarba (PRC): "È la morte del centrosinistra"
Il senatore Luigi Malabarba (PRC) ritiene che "il centrosinistra, con questa vicenda, è praticamente morto e sepolto, nel senso che sta bruciando gli ultimi rapporti con una base sociale, quella del mondo del lavoro, mentre, contemporaneamente, fatica a trovare un'altra base sociale in altri settori della società". "Il rifiuto al dialogo di Cofferati - continua - è un atto di dignità elementare per un sindacalista che non voglia fare, come i politici, qualcosa che sia del tutto separato da una condizione sociale. Non vedo un muro contro muro ricercato per forza da Cofferati per ragioni politiche, vedo il fatto che, se la CGIL non fa questa battaglia in difesa di un diritto elementare, come questo, fa la fine del centrosinistra, cioè muore".
Bono (AN): "Una posizione conservatrice ormai antistorica"
L'on. Nicola Bono (AN) parla di "preciso atto politico, che fa parte della contraddizione in cui da tempo versa la sinistra, divisa sugli argomenti che ne animano il dibattito ideologico interno. Già i DS, sul tema Cofferati, sono, e non da ora, divisi in tre grandi linee di pensiero. È difficile far convivere D'Alema e Cofferati, non perché siano in concorrenza tra loro, ma perché partono da presupposti completamente diversi: D'Alema vuole rappresentare l'ala riformista dei DS, più aperta al mercato, alla Blair o alla Clinton, Cofferati rappresenta l'ala più massimalista, che è quella conservatrice del ruolo del sindacato e di una sinistra storicizzata su posizioni ormai sconfessate dalla storia". "La posizione di Cofferati - conclude Bono - è ideologica, che frattura la sinistra e, in particolare, i DS".
Consolo (AN): "È la prova della valenza politica e non sindacale dell'art.18"
Anche per il senatore Giuseppe Consolo (AN) "il rifiuto di dialogo di Sergio Cofferati costituisce senz'altro un ulteriore tassello nella strategia politica messa a punto dal leader della CGIL. Le contraddizioni nel centrosinistra, schiacciato da Bertinotti e Cofferati da una parte e la Margherita dall'altra, stanno venendo sempre più a galla, dimostrando che le polemiche sull'art. 18 non riguardavano la sostanza del problema, ma erano dettate unicamente da motivazioni strumentali di natura politica all'interno di questa disordinata opposizione".
Buontempo (AN): "È scoppiata la guerra di successione a Fassino"
L'on. Teodoro Buontempo (AN) parla di"scoppio della successione a Fassino" e di "difficoltà nella gestione del rapporto con l'Ulivo, che Cofferati si aspettava più appiattito sulle sue posizioni". (a.ball - f.p. - f.t.)
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