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27 giugno 2002
BOSSI: PIÙ IMMUNITÀ. MA GLI ALTRI PARLAMENTARI SONO PIÙ CAUTI
ROMA, 27 giugno - AgenParl - Umberto Bossi si è detto favorevole a una maggiore estensione dell'immunità parlamentare. Ma molti politici, pur riconoscendo una valenza al problema, non sono sempre d'accordo con le opinioni dell'esponente leghista.
Dell'Anna (FI): "Allargare l'immunità vorrebbe dire aumentare i privilegi"
L'on. Gregorio Dell'Anna (FI), pur da"tecnico del settore scientifico", osserva che "i cittadini chiedono ai parlamentari di essere come loro, quindi allargare l'immunità significherebbe aumentare i privilegi". "Forse però - ha concluso - sarebbe meglio prima controllare che nel campo della giustizia ci sia maggiore attenzione nel valutare i reati".
Mondello (FI): "Un argomento delicato sui cui discutere"
"È un argomento delicato di cui il mio gruppo dovrà discutere", dice, sempre all'interno di Forza Italia, l'on. Gabriella Mondello (FI).
Consolo (AN): "D'accordo se si tratta di atti della magistratura privi di autorizzazioni a procedere"
Positivo il commento del sen. Giuseppe Consolo (AN): "Credo che il ministro Bossi si riferisse, e sono d'accordo con lui, a quelle decisioni della magistratura prese in assenza di una autorizzazione a procedere, la cui reintroduzione nel nostro ordinamento giuridico appare, a mio avviso, assai opportuna". "Tutto ciò - aggiunge il parlamentare, membro della Commissione Giustizia - per il profondo rispetto che nutro nei confronti dell'attività parlamentare e della libertà della stessa. Da diversi mesi, fra l'altro, ho presentato un disegno di legge di revisione costituzionale relativo all'art. 68".
Pisicchio (Margherita): "Sono contrario a modificare il sistema"
All'interno dell'opposizione si levano voci diverse: "L'attuale regime dell'immunità parlamentare, che, è bene ricordarlo, non è un istituto solo italiano, ma si lega alla storia stessa dei parlamenti democratici, è l'esito di lunghissimi dibattiti e di anni di sperimentazione nell'una e nell'altra direzione". Queste le parole dell'on. Pino Pisicchio (Margherita), che aggiunge: "Il tema sollevato da Bossi, una volta tanto, non è del tutto banale, ma credo che l'attuale quadro di riferimento non debba essere modificato".
Cento (Verdi): "I reati di opinione non dovrebbero esistere nemmeno per i cittadini"
Dal canto suo, l'on. Pierpaolo Cento (Verdi) ritiene quella di Bossi "una proposta ragionevole". "Credo - aggiunge - che i reati di opinione debbano essere aboliti per tutti i cittadini, e che a maggior ragione vada garantita l'immunità ai parlamentari, anche su sentenze passate in giudicato".
Crema (SDI): "Mercoledì metteremo l'argomento in discussione in sede di Commissione"
Il presidente del comitato per i procedimenti d'accusa, Giovanni Crema (SDI) metterà questo tema all'ordine del giorno nella seduta di mercoledì prossimo: "Ritengo che vadano ripensati alcuni requisiti costituzionali che sono stati modificati nel 1993. Un parlamentare è insindacabile non solo per quanto dice nell'aula del Parlamento, ma anche in tutte le altre sedi. Credo sia molto più importante valutare l'autorizzazione alla detenzione per una sentenza passata in giudicato che l'autorizzazione a procedere per aprire dei procedimenti penali". (a.ball - f.p.)
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