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ROMA - ''Abbiamo fiducia nelle istituzioni e aspettiamo con ansia''. Marina Doria, moglie di Vittorio Emanuele di Savoia, commenta così la possibilità di rientro in Italia dei componenti maschi della casa reale, ma non si sbilancia: "Aspettiamo - dichiara, quasi in un gesto di scaramanzia - non voglio vendere la pelle dell'orso prima di averlo abbattuto".

Dopo cinquantasette anni di esilio, gli eredi maschi della famiglia Savoia vedono all'orizzonte la possibilità di rientrare in Italia. Oggi pomeriggio l'aula di Montecitorio ha iniziato la discussione generale sulla legge di riforma costituzionale che dovrebbe essere approvata entro la settimana. Con questo provvedimento 
non avranno più effetto i primi due commi della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione, anche se tecnicamente non vengono abrogati.  Così gli eredi maschi della casa reale potranno non solo fare ingresso in Italia, ma anche, se vorranno, partecipare e candidarsi alle elezioni.

Resta in vigore, però, la confisca dei beni, visto che il documento in attesa di essere licenziato in via definitiva dalla Camera non entra nel merito dell'argomento. La votazione non dovrebbe riservare soprese ma c'è il problema del referendum: nella terza lettura al Senato non si è raggiunta la maggioranza qualificata dei due terzi, e questo rende possibile il ricorso alla consultazione popolare. Per promuoverla basterebbero la richiesta di cinque consigli regionali, di 500mila cittadini o di un terzo del parlamento. Se nessuno dovesse avanzare la richiesta referendaria, una volta che la camera avrà licenziato il, provvedimento spetterà al presidente della Repubblica promulgare la legge.

Giuseppe Consolo, senatore di An e tra i primi firmatari del ddl di revisione costituzionale, si dice ottimista sull'esito finale del voto: ''L'ampio consenso registrato tra tutte le forze politiche nelle prime tre votazioni  - commenta - ci consente di aspettarci un esito identico anche nella quarta, tale da vanificare il ricorso referendario, che, a questo punto, dovrebbe essere scongiurato''.

Marco Boato, rappresentante del gruppo misto alla Camera, è particolarmente soddisfatto dalla porva data dalle due camere: "Quella che si varerà è una legge che dimostra la maturità e la forza della Repubblica - commenta - Una legge che in passato non si è fatta anche per le sciocche esternazioni dei Savoia".

(8 LUGLIO 2002; ORE 20:21)