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23 luglio 2002
CONSOLO (AN): "GIUSTIZIA PER TUTTI, NON SOLO PER IL CITTADINO BERLUSCONI"
ROMA, 23 luglio - AgenParl - Maggioranza e opposizione ancora ai ferri corti: il problema giustizia, con il dibattito al Senato sul disegno di legge che reintroduce la legittima suspicione tra le cause di rimessione del processo ad altra sede, riaccende le micce di un rapporto mai idilliaco tra maggioranza e opposizione, con scambi di accuse da una parte e dall'altra. L'AgenParl, in materia, ha sentito il parere del senatore Giuseppe Consolo (AN), membro della Commissione Giustizia al Senato.
"Non riesco a comprendere tutto il clamore attorno a questo caso", commenta il parlamentare, che prosegue: "La proposta del sen. Cirami tende a colmare un vuoto normativo non a caso evidenziato dalla Corte di Cassazione, che ha rimesso, proprio a causa di tale lacuna, gli atti al Giudice delle Leggi. Non mi sono mai piaciuti i privilegi: al contrario, il problema non è se la legge agevoli o meno, così come ogni altro cittadino, anche il cittadino Berlusconi; il problema è che non si agevola nessuno, ma si fa giustizia, giustizia per tutti".
In merito alle possibili modifiche all'articolo 68 della Costituzione, il senatore ha dichiarato che "l'art.68 della nostra Carta Costituzionale è stato, sotto la spinta di Tangentopoli, mal modificato nel 1993".
E ha spiegato: "Se i nostri Padri Costituenti, da Togliatti a De Gasperi, vollero introdurre un bilanciamento tra organi e poteri dello Stato, non comprendo perché ora si gridi allo scandalo se qualcuno vuole ripristinare tale equilibrio. Per quanto riguarda le intercettazioni, la norma costituzionale è assai chiara e non necessita di modifica ai sensi dell'art. 138. Per ciò che riguarda, invece, la cosiddetta autorizzazione a procedere, occorre migliorare la norma pre '93, introducendo una sorta di silenzio - assenso qualora le Camere non si pronuncino entro un determinato periodo temporale".(f.t.) |