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ROMA - Colpo di scena per il disegno
di legge sul legittimo sospetto. Mentre imperversava la
battaglia ostruzionistica del centrosinistra in
Commissione Giustizia del Senato, il centrodestra ha
capovolto la situazione sfruttando una ingenua
distrazione degli avversari.
Ha infatti appoggiato a sorpresa un
emendamento del senatore Mario Cavallaro (Margherita)
che, una volta approvato, ha fatto decadere tutti gli
altri ed ha quindi spianato la strada al provvedimento.
Difatti di lì a poco è arrivata la convocazione della
Conferenza dei capigruppo dalla quale è uscita la
calendarizzazione del testo presentato da Melchiorre
Cirami (Udc) per i lavori d'aula di mercoledì.
L'emendamento galeotto prevede che
la richiesta di sospensione di un processo per legittima
suspicione possa essere avanzata solo in Appello. E in
questo modo tutti gli altri emendamenti all'articolo 1
del disegno di legge in questione (che si riferivano ad
una possibile richiesta già nel primo grado di giudizio)
hanno perduto senso legislativo.
D'altronde alcuni esponenti di
maggioranza hanno già fatto capire che il sì della
coalizione a questa modifica è stato strumentale. "In
commissione abbiamo approvato questo emendamento per far
decadere gli altri. - ha spiegato Giuseppe Consolo (An)
- In aula verrà ripristinata la legalità".
Ora al centrosinistra rimangono
poche decine di emendamenti superstiti (relativi agli
altri due soli articoli del provvedimento) per cercare
di imbastire un ulteriore fuoco di sbarramento. Le
votazioni in commissione proseguiranno per tutta la
notte e domattina e l'Ulivo spera di riuscire ad
incastrare ancora la Casa delle libertà. Anche perché,
come ha riaffermato il capogruppo della Cdl, Schifani,
al termine della capigruppo, se la commissione non avrà
terminato il suo lavoro il provvedimento non verrà
discusso e andrà a settembre. "Dimostriamo così la
nostra coerenza", dice Schifani. E' ancora scontro,
insomma, e la battaglia sarà sempre più accesa.
Soprattutto se si finirà in aula.
L'Ulivo preannuncia infatti
un'opposizione ancora più dura di quella già messa in
campo, tale da mettere a rischio tutti gli altri
provvedimenti in calendario per questa settimana, primo
fra tutti il decreto omnibus di correzione alla spesa
pubblica più tre altri provvedimenti con carattere
d'urgenza. E' il capogruppo diessino Angius a promettere
un "cammino molto faticoso" ai
provvedimenti che stanno a cuore al governo.
" E' a rischio - aggiunge il
presidente dei senatori della Margherita, Willer Bordon
- l'approvazione degli altri
decreti".
Questa sera è
prevista anche una riunione dei capigruppo
dell'Ulivo, e Rutelli dice che l'appoggio da parte di
tutto il centrosinistra sarà convinto e compatto.
''L'Ulivo sarà al fianco dei senatori del
centrosinistra, che sono chiamati a una battaglia di
fierezza e libertà'', assicura Francesco Rutelli
commentando quanto sta accadendo in Senato sul ddl
Cirami. ''Il proposito della maggioranza - denuncia il
leader dell'opposizione - è indecente: far saltare con
ogni mezzo, giudiziario o legislativo non importa, un
processo che coinvolge il presidente del Consiglio.
Queste manovre quotidiane e sempre più spregiudicate
-afferma ancora Rutelli - colpiscono la giustizia e
feriscono chi ama le garanzie e lo Stato di
diritto''.
Ma la maggioranza ritrova una
compattezza che negli ultimi giorni sembrava a rischio,
anche se subito dopo in aula manca
per ben quattro volte il numero
legale. Anche
perché da un lato Gianfranco Fini ha ribadito oggi che
la Casa delle libertà appoggia incondizionatamente la
filosofia di una legge che ripristina una garanzia per
ogni imputato. Mentre,
dall'altro, il capogruppo del Biancofiore al Senato
Francesco D'Onofrio ha censurato duramente i tentativi
di frenare il provvedimento del suo omologo a
Montecitorio Luca Volontè. E quest'ultimo ha subito
fatto marcia indietro, con deferenza.
(29 LUGLIO 2002; ORE 07:40,
ultimo aggiornamento ore
21:40)
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