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Mercoledì 31 Luglio
2002
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Giustizia, scontro
in Senato
Braccio di ferro
Domani l’aula di Palazzo
Madama vota sul legittimo sospetto L’opposizione attacca il
presidente. Denunciate minacce al relatore
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La battaglia investe
anche Pera. L’Ulivo: ha favorito il
centrodestra
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Roma. Al Senato è ancora scontro tra
maggioranza ed opposizione sul legittimo sospetto. Le
polemiche hanno investito anche il presidente del Senato
Marcello Pera, accusato dall’Ulivo di aver favorito il
centrodestra appoggiando la richiesta di inserire il disegno
di legge Cirami all’esame dell’aula. Il ddl, è stato deciso in
aula dalla maggioranza, sarà votato domani, ma se servirà il
Senato sarà convocato anche venerdì. La battaglia a Palazzo
Madama sul «legittimo sospetto» proseguirà tuttavia anche oggi
in commissione Giustizia, dove c’è stata una nuova maratona
notturna, per trasferirsi in aula stasera o domattina. La
maggioranza è decisa ad approvare la legge al Senato entro la
settimana, prima cioè delle ferie estive, e lo scontro con
l’opposizione diventa sempre più duro. Anche ieri sono volate
parole grosse. L’Ulivo ha accusato la Casa delle Libertà di
volere la legge per bloccare il processo di Milano contro
Berlusconi e Previti. Hanno trasformato il Senato «in uno
studio Previti», ha affermato il capogruppo Ds Gavino Angius.
In risposta, la Casa delle Libertà ha usato toni
altrettanto duri. L’Ulivo, ha accusato il vicepresidente dei
senatori di Forza Italia Elisabetta Alberti Casellati, sta
progettando «un colpo di stato giudiziario» contro Berlusconi.
E il livello a cui è arrivato l’attacco dell’opposizione al
Senato secondo Forza Italia dimostra che esiste veramente «un
filo diretto tra giudici militanti milanesi e l’Ulivo».
La
protesta dell’Ulivo ieri sera dalla commissione si è
trasferita in piazza, intorno a palazzo Madama, dove i
senatori del centrosinistra hanno sfilato lentamente reggendo
cartelli contro la maggioranza e la legge all’esame. In
mattinata ci sono stati momenti di forte tensione in aula
quando è stata approvata la proposta del presidente dei
senatori di Fi Renato Schifani di mettere in calendario per
stasera o domani il disegno di legge in modo da dare più tempo
alla commissione per approvarlo. Dai banchi dell’Ulivo hanno
gridato a lungo «vergogna, vergogna». I lavori in commissione
sono andati a rilento a causa dell’ostruzionismo delle
opposizioni ed anche perché nel pomeriggio i lavori sono stati
sospesi per permettere ai senatori di essere in aula. La
seduta è ripresa in serata per proseguire ad oltranza.
La
Casa delle Libertà, ha accusato il segretario dei Ds Piero
Fassino, vuole approvare in tutta fretta una legge «sbagliata
e pericolosa» al solo scopo di interrompere i processi. «Siamo
indignati e pronti a tutto», ha affermato il vicepresidente
della Margherita Franco Monaco, «per questa ostentata ricerca
dell’impunità di chi dovrebbe essere un uomo di Stato».
«Quando arriverà», si è chiesto ironicamente il diessino
Angius, «una legge a difesa del sottosegretario Micciché per
controllare il traffico di droga al ministero delle Finanze?».
Indignata la replica del capogruppo di Fi Schifani: Angius
«specula vergognosamente» su vicende che non hanno nulla a che
vedere con la politica. L’Ulivo, ha attaccato il senatore
Giuseppe Consolo (An), si comporta in questo modo perché
«vuole arrivare a tutti i costi a una sentenza di condanna del
cittadino Berlusconi reo di voler cambiare in meglio il Paese
e reo di aver raccolto oltre 18 milioni di voti».
E anche
sul colpo di mano per accelerare il ddl Cerami l’Ulivo non ha
dubbi. «Il responsabile è il presidente del Senato Marcello
Pera», dice Fassino. Secondo il segretario Ds, il fatto ha
messo «in discussione e a rischio la credibilità del
presidente del Senato, perché sono decisioni assunte non in
modo imparziale».
Per Angius «Pera ha interpretato a
vantaggio della maggioranza la decisione dei capigruppo.
Dilatare i tempi della Commissione e far slittare il ddl a
giovedì o addirittura a venerdì è profondamente sbagliato e
questo inciderà nei rapporti tra maggioranza e opposizione. Si
sta consumando uno scempio del ruolo e dell’autonomia della
seconda carica della Repubblica». Per il capogruppo della
Margherita Willer Bordon «la maggioranza ha compiuto un fatto
gravissimo per tutelare interessi di parte. Il presidente Pera
appare in condizioni di debolezza, è al massimo un
registratore della maggioranza».
In serata, ad
surriscaldare ancor di più il clima, il senatore dell’Udc
Maurizio Eufemi ha denunciato in aula che alcuni senatori
della maggioranza tra cui il collega di partito e relatore del
ddl Cirami, Leonzio Borea, hanno ricevuto sulla posta
elettronica del Senato lettere di insulti. Secondo Eufemi i
girotondini avrebbero invitato a una «azione creativa» nei
confronti dei senatori, ma al di là delle «azioni creative»,
sarebbero state rivolte «vere e proprie
minacce». |
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