31 luglio 2002
Dura battaglia tra cdl e sinistra sul ddl cirami
«È chiaro, l’opposizione punta al golpe giudiziario»
Roma
Ormai tra Cdl e Ulivo è battaglia continua sul disegno di legge Cirami sulla “legittima suspicione”. Una battaglia parlamentare che è continuata per tutta la giornata di ieri e anche nel corso della nottata.
I lavori in notturna della commissione (durati fino alle due del mattino) non hanno finora prodotto l'accelerazione sperata dalla maggioranza. Si va avanti molto a rilento, essendo sempre più improbabile che il testo possa essere licenziato dalla commissione entro oggi, come richiesto dalla conferenza dei capigruppo per passare al confronto in aula.
Per questo, in apertura dei lavori d’aula prima ancora di votare il calendario deliberato a maggioranza dai capigruppo, la Cdl con il capogruppo di Fi Renato Schifani ha chiesto di modificare il calendario approvato , prevedendo la possibilità di discutere anche domani il ddl Cirami qualora sia impossibile farlo oggi.
La sinistra si è scatenata in aula e fuori urlando "vergogna, vergogna" contro la maggioranza.
Ma il centrodestra è pronto ad andare fino in fondo sul ddl Cirami, come ha ribadito il capogruppo di Forza Italia Renato Schifani.
«Noi non ci faremo intimidire, nè arretreremo di un millimetro - ha detto Schifani - . Non c'è stato alcun colpo di mano, come accusa l’opposizione. Semmai è emersa la volontà del centrosinistra più forcaiolo di non condividere una battaglia di legalità. È come per le rogatorie: quella volta l’opposizione ha terrorizzato il paese dicendo che sarebbero usciti i mafiosi dalle galere, mentre poi non è uscito proprio nessuno e l’Europa ha approvato incondizionatamente quella legge. Memori di quella grande battaglia, noi andiamo avanti. I principi di legalità sono nel nostro Dna: ci batteremo perchè siano garantiti i diritti dei cittadini, perchè di questo si tratta, non dei diritti di singoli».
Duro anche il commento di Francesco D’Onofrio, presidente dei senatori dell’Udc. «L'opposizione fa le barricate al ddl Cirami perchè preferisce che, anzichè occuparsene il Parlamento eletto dai cittadini, se ne occupino i loro amici giudici? - domanda D’Onofrio -. Noi stiamo tutelando i diritti di tutti i cittadini. Stiamo colmando un vuoto normativo che la Cassazione aveva rilevato 12 anni fa, fin dall’entrata in vigore del nuovo codice. Ora il parlamento se ne sta occupando».
«La sinistra continua questa sua battaglia ostruzionistica - attacca dal canto sui il sentore di An Giuseppe Consolo - con il palese intento di impedire alla Casa delle libertà di introdurre una norma giusta, quasi ovvia, che garantisca ad ogni cittadino l’imparzialità di giudizio».
«Sono sicuro - ha aggiunto - che la stragrande maggioranza della magistratura si sia ampiamente resa conto dell’anello formatosi tra una piccola militanza di magistrati ed una parte della sinistra. Si vuole arrivare a tutti i costi ad una sentenza di condanna verso il cittadino Berlusconi, reo di voler cambiare in meglio il Paese e reo di aver raccolto oltre 18 milioni di voti».

Ancor più drastica la presa di posizione del vice presidente dei senatori di Fi Elisabetta Alberti Casellati, secondo la quale la sinistra vuole il "colpo di stato giudiziario".
« Il disperato furore contro il ddl Cirami ha messo in luce lo scandaloso uso politico della giustizia che la sinistra vuole utilizzare contro Berlusconi - ha dichiarato -. Un vero e proprio progetto premeditato che vuole porre le basi per un colpo di stato giudiziario».