INTERCETTAZIONI TELEFONICHE, LA CAMERA PLAUDE CASINI

ROMA, 5 giugno - AgenParl - La vicenda delle intercettazioni telefoniche in cui sono coinvolti i due parlamentari Sanza (FI) e Luongo (DS) e che ha visto le clamorose dimissioni da senatore a vita dell'ex presidente Francesco Cossiga, continua a registrare altri colpi di scena. Ieri, infatti, dopo la lettera inviata dal presidente della Camera, Pierferdinando Casini, alla Giunta per le autorizzazioni a procedere, che si riuniva per decidere sulle autorizzazioni a procedere per i due parlamentari coinvolti nella cosiddetta "Mani pulite lucana", la giunta ha scelto di rinviare ogni decisione alla prossima settimana.
La mossa di Casini, che nella sua lettera invita i magistrati a non intercettare i parlamentari, sembra avere tutto l'intento di svelenire il tesissimo clima politico. E, infatti, numerosissimi, sono stati i consensi raccolti dal presidente della Camera.
Cola: "Inaccettabili le intercettazioni scriteriate di alcuni Pm"
"Ieri la Giunta si è riunita per la prima volta - ricorda il deputato di AN Sergio Cola, vicepresidente della Giunta per le autorizzazioni - per valutare la richiesta della procura di Potenza in riferimento ai due parlamentari coinvolti nell'inchiesta. Ci sono tutti i presupposti e le condizioni per poter pervenire a una celere definizione della questione su cui il Parlamento è chiamato a dare una risposta".
"A prescindere dalle valutazioni di merito sul caso specifico - aggiunge Cola - va però decisamente criticato l'utilizzo eccessivamente disinvolto, talora scriteriato, delle intercettazioni telefoniche e ambientali. Troppo spesso le procure accompagnano le loro istruttorie ad una serie di trascrizioni parziali di colloqui che violano la privacy e il riserbo di persone non coinvolte nell'inchiesta".
"Su questa gravissima e malsana abitudine - conclude l'esponente di An - ritengo sia necessaria una netta presa di posizione per evitare che la dignità e l'onore di persone che nulla hanno a che fare con le indagini in corso vengano infangati e calpestati da magistrati troppo zelanti che non hanno alcun rispetto dei principi fondamentali dello stato di diritto. Il fenomeno non riguarda solo la procura di Potenza, si tratta purtroppo di una prassi costante che deve essere denunciata e contrastata con forza".

Consolo: "La costituzione parla chiaro, intercettazioni illegittime"
Il capogruppo di AN nella Giunta delle immunità parlamentari di Palazzo Madama, Giuseppe Consolo, rileva la "illegittimità di tali intercettazioni allorché coinvolgano, anche in via indiretta, un parlamentare".
"La portata del terzo comma dell'art. 68 della Costituzione - rileva Consolo - è infatti assoluta. Detta norma vieta le intercettazioni <in qualsiasi forma effettuate>. Non basta affermare che le eventuali intercettazioni riguardanti i parlamentari saranno successivamente distrutte. Si sarebbe dovuto ometterne la trascrizione, inserendo immediatamente degli omissis. Questo impone una corretta interpretazione del precetto costituzionale". (a.uffre)