Commissione giustizia del Senato: stop all'infibulazione

Previste pene dai 6 ai 12 anni. Se viene praticata in altro paese da un residente in Italia, il colpevole è punito una volta rientrato.

Infibulazione, 130 milioni di donne mutilate

ROMA - No all'infubulazione. Alla pratica comune in molti paesi africani di mutilare le donne, impedendole una normale vita sessuale. Una pratica che ha preso piede anche in Europa e in Italia con l'aumento degli immigrati. Il primo passo proviene dalla Commissione Giustizia del Senato che ha approvato la proposta di legge  del senatore di AN Giuseppe Consolo. Il ddl prevede pene dai 6 ai 12 anni di carcere che vengono aumentati di un terzo se chi subisce l'infabulazione è un minore. Inoltre, la legge prevede il processo anche se il reato è commesso all'estero, così come avviene per la pedofilia: se l'infabulazione è stata praticata in altro Paese da una persona residente sul suolo italiano, il colpevole potrà essere punito una volta rientrato nel nostro paese. La legge, infine, punisce tutti i casi di violenza sulla persona riguardante gli organi genitali e consistente in mutilazioni e lesioni effettuate in mancanze di esogenze terapeutiche al fine di condizionare le funzioni sessuali della vittima. Adesso, toccherà alla Camera pronunciarsi.

(12 FEBBRAIO 2003, ORE: 14:45)