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Molto più difficile rivolgersi al giudice di pace per
i rimborsi. E l'Ania non promette di abbassare le tariffe: decidere
spetta alle singole società
Rc auto, è legge il decreto salva-compagnie
Le associazioni consumatori annunciano referendum abrogativo
e ricorso alla Ue
ROMA. Via libera definitivo al Senato alla conversione in
legge del decreto sulla Rc auto ribattezzato il 'frena-ricorsi'.
Il provvedimento è passato senza nessuna modifica nonostante i
circa 60 emendamenti dell'opposizione. Il centrosinistra è molto
critico: si colpisce il senso di giustizia dei cittadini con un
provvedimento che va contro le regole del mercato. I consumatori
indiranno un referendum.
Il decreto rende praticamente impossibile ai singoli automobilisti
di ricorrere al giudice di pace per ottenere il rimborso Rc auto,
dopo che l'Antitrust ha condannato le compagnie per comportamenti
lesivi della concorrenza. Contro la sentenza del giudice di pace,
che è sempre inappellabile, il decreto autorizza invece tutti
i gradi di giudizio quando si tratta di contratti bancari, assicurativi,
finanziari. Bloccati dunque i 40mila ricorsi già prsentati. Nell'approvare
il decreto 'salva compagnie', il centrodestra ha auspicato con
ordini del giorno, che ora si abbassino le tariffe. Ma le attese
ieri sono state subito freddate. L'Ania - l'associazione che aveva
partecipato alle trattative con ministero e consumatori - ha precisato
che a decidere sono le singole compagnie. Secondo il direttore
Giampaolo Galli, che pure ha promesso che l'Ania premerà sui suoi
associati perchè abbassino i prezzi, "più efficacia può avere
la moral suasion esercitata dal ministro Antonio Marzano", su
misure come il bonus ai neo-patentati e le facilitazioni alle
famiglie. Il clima, secondo l'Ania è adesso più disteso e si potrà
"riaprire un dialogo" con i consumatori. Che però parlano invece
di "legge vergognosa" e promettono battaglia e pensano già a un
referendum abrogativo. La proposta è del senatore della Margherita
Roberto Manzione. La prospettiva di chiamare gli italiani alle
urne per dire 'no' alla nuova legge piace all'Intesa dei consumatori,
che conta anche sui ricorsi contro il decreto presentati alla
Corte Costituzionale e alla Corte di Giustizia Ue. Cittadinanzattiva
pensa di rivolgersi anche alla Commissione Ue "contro lo scempio
a danno di milioni di cittadini italiani". Tutte azioni legali
che, secondo l'Ania, hanno scarse probabilità di successo. Ma
il fatto, secondo l'opposizione, è anche che si creeranno problemi
e "appesantimenti" nei tempi per i ricorsi in tutti i casi di
serialità, come forniture di energia elettrica, gas, acqua, ecc.
E in ogni caso si contesta che il governo abbia cambiato le regole
"in corsa". Ma critiche sono arrivate anche da parte di alcuni
esponenti della maggioranza: "Si deve fare di più per dare giustizia
agli assicurati che sono 18 milioni", ha detto il presidente della
Commissione Industria del Senato, Francesco Pontone (An). A difendere
le ragioni del decreto è invece il suo collega di partito Giuseppe
Consolo, secondo il quale il decreto "costituisce un provvedimento
giusto, non certo rivolto contro i consumatori". Il ministro Marzano
riunirà di nuovo le parti entro venerdì. |
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