VOTO UNANIME IN COMMISSIONE GIUSTIZIA

Un no alla barbarie della infibulazione

Gaetano Basilici


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ROMA – Un no alla barbarie, deciso e unanime, si èlevato dalla Commissione giustizia del Senato che ieri, in sede referente, ha dato il via libera alla legge anti-infibulazione. Tutti i gruppi, infatti, si sono detti d'accordo sul fatto di dover introdurre nell'ordinamento italiano il reato di mutilazioni genitali. Il disegno di legge, presentato dal senatore Giuseppe Consolo, di An, reprime l'incivile pratica di mutilare sessualmente le donne con una pena dai 6 ai 12 anni di reclusione, che vengono aumentati di un terzo (cioè, dai 9 ai 16 anni di carcere) se a subire l'infibulazione è una minorenne. Vengono puniti tutti i casi di «violenza sulla persona diretta agli organi genitali e consistente in mutilazioni e lesioni effettuate in mancanza di esigenze terapeutiche al fine di condizionare le funzioni sessuali della vittima». Se l'infibulazione è praticata all'estero da una persona residente in Italia, il responsabile può essere punito una volta tornato nel nostro Paese. La Commissione ha votato anche a favore del passaggio dell'esame in sede deliberante, accelerando in tal modo i tempi per l'approvazione definitiva in questo ramo del Parlamento. Subito dopo il ddl dovrà passare all'esame della Camera per il placet definitivo. «L'attenzione mostrata al problema da maggioranza e opposizione – ha detto Stefania Prestigiacomo, ministro per le Pari opportunità– indica la volontà di adeguare il nostro ordinamento a realtà nuove derivanti dal fenomeno dell'immigrazione, che impone di confrontarsi con fenomeni, come quello dell'infibulazione, che sono estranei alla nostra cultura e al nostro costume». Soddisfatto, ovviamente, anche il senatore Consolo: «La Commissione giustizia ha dato un chiaro messaggio della voglia di fare che caratterizza, anche in queste materia al di fuori dell'agone politico, la Casa delle libertà» E' stato il suo commento. Il senatore verde Giampaolo Zancan ha parlato di «pratica di straordinaria inciviltà» e il deputato leghista Carolina Lussana ha auspicato l'istituzione «di una serie di misure, dal numero verde a programmi di assistenza e informazione sulla portata del fenomeno presente, purtroppo, anche in Italia in maniera drammatica». Basti pensare che nella nostra penisola le donne vittime di mutilazioni sessuali sono tra le 30 e le 50 mila, in tutto il mondo sono addirittura 130 milioni.

(giovedì 13 febbraio 2003)