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di Mauro Bazzucchi
Archiviata
la pausa estiva, il Parlamento si prepara a fare da teatro
all’annunciata battaglia sul disegno di legge Cirami, che
vuole reintrodurre nella nostra legislazione il legittimo
sospetto come causa di eventuale trasferimento della sede di
un processo. Su questa scottante e presumibilmente tormentata
vicenda, Il VeLino ha interpellato il senatore di An
Giuseppe Consolo, membro della commissione giustizia di
Palazzo Madama. “Ho molto apprezzato - dice Consolo - le
parole del premier Berlusconi, quando ha detto che
l’approvazione della legge sul legittimo sospetto è una delle
priorità. Ritengo infatti che si tratti di un provvedimento
urgente, come d’altra parte lo sono quelli sulla separazione
delle carriere e sulla riforma dell’articolo 68. Su
quest’ultimo, aggiungo di aver presentato una proposta in
tempi non sospetti, che è stata sottoscritta da non pochi
colleghi dell’opposizione. Non si capisce, dunque, perché non
sia stata ancora avviata una discussione in merito”. Le
manifestazioni di piazza annunciate dall’opposizione non
preoccupano ma irritano Consolo: “L’opposizione ha un concetto
peculiare della politica: o si fanno le leggi come vuole lei,
o si va in piazza. Non mi sembra un modo molto democratico di
agire. Negli ultimi mesi - prosegue Consolo - abbiamo
assistito a scene non proprio edificanti, in cui parlamentari
del centrosinistra scendevano in piazza e manifestavano contro
le istituzioni, come dei tribuni. In piazza scende a
protestare se non c’è più il consenso popolare alla linea
politica espressa dal governo. Gli italiani, invece, hanno
dato a questo governo di eseguire un programma del quale la
riforma della giustizia è una delle parti più rilevanti”. Per
questo, dunque, l’accusa, mossa all’esecutivo, di voler
procedere a colpi di maggioranza, secondo Consolo è priva di
qualsiasi fondamento: “’Colpi di maggioranza’ non significa
nulla. La maggioranza del parlamento non è che l’espressione
di una maggioranza del Paese. E’ normale, in democrazia, che
le leggi vengano approvate in questo modo. Fa parte della
responsabilità di chi governa”. Entrando nel merito del
legittimo sospetto, Consolo puntualizza: “La Consulta, con
sentenza del 3 maggio del 1963, ha detto che la remissione non
contrasta con l’articolo 25 della Costituzione. C’è di più:
nel 1988, l’allora presidente del Consiglio Ciriaco De Mita
rimosse il legittimo sospetto dal nostro quadro giuridico in
palese contraddizione con l’articolo due della nostra
Costituzione”. Consolo risponde anche a quanti accusano il
centrodestra di voler privare garantire un esito positivo a
Berlusconi e Previti, nei processi milanesi che li vedono sul
banco degli imputati. “Il legittimo sospetto è una norma che,
diverse volte, ha giovato all’accusa. Nei processi di mafia,
ad esempio, i Pm hanno chiesto di trasferire il dibattimento
in una sede lontana il più possibile da pressioni ambientali.
Ora, la mia domanda è quasi banale: si tratta di una norma
giusta o no? Se la risposta è sì, non vedo perché il cittadino
Previti e il cittadino Berlusconi non se ne possano servire.
D’altra parte, il filtro per stabilire la liceità di
provvedimenti di remissione non sarà certo il Collegio di
Arcore, ma la Corte di Cassazione. Come per la legge sulle
rogatorie internazionale – conclude Consolo – ho l’impressione
che gli scenari catastrofici di impunità diffusa previsti
dall’opposizione non si verificheranno”.
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