ROMA — «L'opposizione sta facendo un grande errore:
per opporsi a un disegno di legge che non condivide,
il metodo democratico è quello di esporre in Parlamento
le proprie ragioni e, anche, di ricorrere all'ostruzionismo.
Non è previsto in nessuna democrazia il ricorso
alla piazza da parte dei parlamentari». Avvocato
penalista e docente della Luiss, il senatore di
An Giuseppe Consolo
chiede così all'l'Ulivo di restare «nell'ambito
del sistema democratico».
Eppure, anche il presidente Casini riconosce la
legittimità delle manifestazioni...
«E ha ragione. Ma non è possibile assistere a quello
che è successo quando la Cirami era al Senato: nei
dieci minuti di sospensione che il presidente Pera
ha opportunamente dato per calmare gli animi, i
senatori dell'Ulivo sono scesi, hanno attraversato
la strada e sono andati da Moretti additando noi
della maggioranza come i nemici del popolo».
Acqua passata...
«No. Il 14 settembre ci sono i girotondi ai quali
diversi politici hanno promesso l'adesione. Allora
non è acqua passata».
Lei pensa, insomma, che la storia si ripeta anche
per il passaggio del Cirami alla Camera?
«Non c'è dubbio. Anche se per la decisione presa
di non ricorrere alla procedura d'urgenza mi sembra
che il clima sia meno acceso».
La maggioranza, dunque, sta attuando il programma
sulla giustizia presentato agli elettori. Ma il
ministro Castelli ha avvertito che la parola tocca
a lui ...
«E ha ragione. Non è possibile che un deputato della
maggioranza si svegli la mattina e presenti proposte,
sia pure giuste, perché altrimenti non si capisce
più niente...».
Ma nel programma elettorale c'era la reintroduzione
del legittimo sospetto?
«Non potevamo prevedere che ai primi di luglio del
2002 la Cassazione se ne uscisse a dire: "Attenzione,
nel 1988 è stata violata una legge delega e l'articolo
76 della Costituzione, quando il governo presieduto
da De Mita cancellò arbitrariamente il legittimo
sospetto che invece era previsto nella delega"».
E la separazione delle carriere di giudici e pm
era previsto nel programma della Cdl?
«No. Era prevista la separazioni dell funzioni.
Però quella delle carriere è semplicemente un rafforzamento
del programma di governo. Mi spiego meglio: se io
fossi contro la separazione delle funzioni, mi dovrei
dimettere da parlamentare, perché ho avuto i voti
per realizzare quella riforma. Ma, come diceva Castelli,
attuiamo prima il programma di governo, poi passeremo
agli affinamenti».
Che cosa pensa della proposta di bloccare le inchieste
sui parlamentari fino alla scadenza della legislatura?
«Il disegno di legge Nitto Palma verrebbe bocciato
dalla Consulta, perché modifica l'articolo 68 della
Costituzione. Io ho presentato un disegno che, tra
l'altro, reintroduce l'autorizzazione a procedere».