Venerdì 11/10/2002

 

 
Giovedì 10/10

CRONACHE INTERNI

Telekom-Serbia Per Bascone «Tommasi a Belgrado mentre c'era l'allora sottosegretario agli Esteri»
Ex ambasciatore: scrissi a Fassino sui rischi dell'operazione


ROMA
Con una lettera riservata, inviata il 13 febbraio del 1997, l'ex ambasciatore a Belgrado Francesco Bascone informò l'allora sottosegretario agli Esteri Piero Fassino sui «rischi economici e politici» legati all'operazione che nel giugno del '97 portò all'acquisizione del pacchetto azionario di controllo di Telekom Serbia da parte di Telecom Italia. La circostanza, che era stata resa nota già lo scorso anno, è stata riferita dallo stesso Bascone, nel corso di un'audizione di circa due ore di fronte alla Commissione parlamentare d'inchiesta Telekom-Serbia. Il diplomatico ha poi riferito di aver preso carta e penna e di aver messo al corrente delle sue preoccupazioni Fassino dopo aver già manifestato personalmente all'attuale segretario dei Ds, in visita per la seconda volta a Belgrado, il 15 gennaio del 1997, il disappunto per «la segretezza» con cui i funzionari Telecom stavano conducendo le trattative con il governo serbo. Bascone ha infatti riferito una circostanza che alcuni commissari hanno giudicato «anomala»: l'ex amministratore delegato della Telecom, Tommaso Tommasi di Vignano, era a Belgrado proprio lo stesso giorno in cui era in visita ufficiale Fassino. «Tommasi - ha detto Bascone - non si fece mai vivo con me o con l'ambasciata. Poi appresi che s'incontrò con Milosevic, con l'allora ministro degli Esteri serbo Milutinovic, e con il primo ministro serbo Marianovic». Di questa trattativa l'ambasciatore venne a conoscenza successivamente perché - ha riferito -«era difficile organizzare un incontro tra Fassino e Milutinovic». Quando poi avvenne l'incontro politico, «Fassino fu informato in maniera canzonatoria e con sarcasmo da Milutinovic che gli disse: "le cose importanti le stiamo trattando con altri". Il diplomatico ha riferito lo stupore e il disappunto di Fassino. Incalzato dalle domande dei commissari, in particolare da quelle di Carlo Taormina (Fi), Bascone ha poi reso noto che, sempre il 15 gennaio 1997, a Belgrado c'era anche il capo di gabinetto dell'allora ministro degli Esteri, Dini. «Credo che avesse altri incontri, comunque separati da quelli di Fassino - ha detto l'ex ambasciatore -. La sua visita fu molto breve e anche un po' imprevista». Alla domanda se fosse a conoscenza di una possibile partecipazione di Vattani all'incontro con Tommaso Tommasi di Vignano e i vertici serbi, Bascone ha risposto «non lo so». «La strategia della presidenza della Commissione bicamerale d'inchiesta sull'affare Telekom Serbia è di costruire con paziente competenza un mosaico completo della vicenda». Lo ha detto il presidente della commissione stessa, on. Enzo Trantino (An), a conclusione della lunga audizione dell'ambasciatore Bascone. Una concomitanza che «costituisce una singolare coincidenza su cui sono sicuro che la Commissione farà luce». Così Giuseppe Consolo, capogruppo An in commissione d'inchiesta Telekom-Serbia, definisce la presenza, lo stesso giorno, a Belgrado dell'ex sottosegretario agli esteri Piero Fassino e dell'ex amministratore delegato Telecom Italia Tommaso Tommasi. «È particolarmente singolare - ha aggiunto Consolo - perché il dott. Tommasi, da quanto risulta dalla stampa, sosterrebbe di non aver avuto alcun contatto con il Ministero degli Esteri in relazione all'operazione Telekom-Serbia». «Anche dalla deposizione in Commissione dell'ambasciatore a Belgrado non sono emersi coinvolgimenti di livello politico e quindi destano meraviglia alcune insinuazioni e ricostruzioni interessate». Lo sottolinea Michele Lauria, capogruppo della Margherita nella commissione su Telekom Serbia. «L'audizione dell'ambasciatore Bascone è stata particolarmente illuminante: ha consentito infatti di accertare finalmente la trasparenza e la linearità del governo italiano nella vicenda Telekom-Serbia», dichiara il senatore Guido Calvi, componente della commissione Telekom-Serbia.