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CRONACHE
INTERNI
Telekom-Serbia
Per Bascone «Tommasi a Belgrado mentre c'era
l'allora sottosegretario agli
Esteri»
Ex ambasciatore: scrissi a
Fassino sui rischi
dell'operazione
ROMA
Con una lettera riservata, inviata il 13
febbraio del 1997, l'ex ambasciatore a Belgrado
Francesco Bascone informò l'allora sottosegretario
agli Esteri Piero Fassino sui «rischi economici e
politici» legati all'operazione che nel giugno del
'97 portò all'acquisizione del pacchetto azionario
di controllo di Telekom Serbia da parte di Telecom
Italia. La circostanza, che era stata resa nota
già lo scorso anno, è stata riferita dallo stesso
Bascone, nel corso di un'audizione di circa due
ore di fronte alla Commissione parlamentare
d'inchiesta Telekom-Serbia. Il diplomatico ha poi
riferito di aver preso carta e penna e di aver
messo al corrente delle sue preoccupazioni Fassino
dopo aver già manifestato personalmente
all'attuale segretario dei Ds, in visita per la
seconda volta a Belgrado, il 15 gennaio del 1997,
il disappunto per «la segretezza» con cui i
funzionari Telecom stavano conducendo le
trattative con il governo serbo. Bascone ha
infatti riferito una circostanza che alcuni
commissari hanno giudicato «anomala»: l'ex
amministratore delegato della Telecom, Tommaso
Tommasi di Vignano, era a Belgrado proprio lo
stesso giorno in cui era in visita ufficiale
Fassino. «Tommasi - ha detto Bascone - non si fece
mai vivo con me o con l'ambasciata. Poi appresi
che s'incontrò con Milosevic, con l'allora
ministro degli Esteri serbo Milutinovic, e con il
primo ministro serbo Marianovic». Di questa
trattativa l'ambasciatore venne a conoscenza
successivamente perché - ha riferito -«era
difficile organizzare un incontro tra Fassino e
Milutinovic». Quando poi avvenne l'incontro
politico, «Fassino fu informato in maniera
canzonatoria e con sarcasmo da Milutinovic che gli
disse: "le cose importanti le stiamo trattando con
altri". Il diplomatico ha riferito lo stupore e il
disappunto di Fassino. Incalzato dalle domande dei
commissari, in particolare da quelle di Carlo
Taormina (Fi), Bascone ha poi reso noto che,
sempre il 15 gennaio 1997, a Belgrado c'era anche
il capo di gabinetto dell'allora ministro degli
Esteri, Dini. «Credo che avesse altri incontri,
comunque separati da quelli di Fassino - ha detto
l'ex ambasciatore -. La sua visita fu molto breve
e anche un po' imprevista». Alla domanda se fosse
a conoscenza di una possibile partecipazione di
Vattani all'incontro con Tommaso Tommasi di
Vignano e i vertici serbi, Bascone ha risposto
«non lo so». «La strategia della presidenza della
Commissione bicamerale d'inchiesta sull'affare
Telekom Serbia è di costruire con paziente
competenza un mosaico completo della vicenda». Lo
ha detto il presidente della commissione stessa,
on. Enzo Trantino (An), a conclusione della lunga
audizione dell'ambasciatore Bascone. Una
concomitanza che «costituisce una singolare
coincidenza su cui sono sicuro che la Commissione
farà luce». Così Giuseppe Consolo, capogruppo An
in commissione d'inchiesta Telekom-Serbia,
definisce la presenza, lo stesso giorno, a
Belgrado dell'ex sottosegretario agli esteri Piero
Fassino e dell'ex amministratore delegato Telecom
Italia Tommaso Tommasi. «È particolarmente
singolare - ha aggiunto Consolo - perché il dott.
Tommasi, da quanto risulta dalla stampa,
sosterrebbe di non aver avuto alcun contatto con
il Ministero degli Esteri in relazione
all'operazione Telekom-Serbia». «Anche dalla
deposizione in Commissione dell'ambasciatore a
Belgrado non sono emersi coinvolgimenti di livello
politico e quindi destano meraviglia alcune
insinuazioni e ricostruzioni interessate». Lo
sottolinea Michele Lauria, capogruppo della
Margherita nella commissione su Telekom Serbia.
«L'audizione dell'ambasciatore Bascone è stata
particolarmente illuminante: ha consentito infatti
di accertare finalmente la trasparenza e la
linearità del governo italiano nella vicenda
Telekom-Serbia», dichiara il senatore Guido Calvi,
componente della commissione Telekom-Serbia.
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