LE CARRIERE SEPARATE…. SEPARANO LA MAGGIORANZA

ROMA, 5 novembre - AgenParl - La possibilità di introdurre la separazione delle carriere tra giudici e PM intorpidisce le acque nella maggioranza di governo: per Forza Italia si tratta di un “fatto ormai acquisito”, mentre da parte di Alleanza Nazionale c’è stato uno stop, forse per non creare tensioni con l’ANM.
Sull’argomento, l’AgenParl ha intervistato due parlamentari di AN.

Cola: “Più che la separazione di carriere è importante la separazione delle funzioni”
Minimizza l’on. Sergio Cola (AN), per il quale “all’interno della maggioranza ci sono solo dei diversi punti di vista, che non possono non caratterizzare chi affronta appieno determinate situazioni”.
“Ci sono - prosegue - convincimenti diversi per quanto riguarda la separazione delle funzioni e per quella delle carriere: anche la separazione delle funzioni, così come la intendo io, potrebbe garantire effettivamente una non commistione tra funzioni del PM e del GIP, se fatta in una determinata maniera, per esempio, con due concorsi diversi, ma non nell’ambito di una separazione delle carriere”.
“Il discorso è ideologico - conclude - nel senso che il pubblico ministero deve esercitare l’azione penale e non può assolutamente avere in nuce la possibilità di diventare anche giudice: a questo, secondo me, deve servire la separazione delle funzioni”.

Consolo:

“Sono per la separazione delle carriere, ma rispetterò le scelte del partito”
“Personalmente sono sempre stato favorevole alla separazione delle carriere, ma, facendo parte di uno schieramento politico, sarà mio dovere uniformarmi a quanto il partito al quale sono orgoglioso di appartenere deciderà sul punto”, ha dichiarato all’AgenParl il sen. Giuseppe Consolo (AN).
Il parlamentare ha, quindi, ammesso che “è difficile spiegare al cittadino, specie dopo il riaffermarsi della terzietà del giudice voluta dall’art. 111 della nostra Costituzione, che chi giudica e chi accusa abbiano carriere unificate”.(f.t.)

Aver cura delle piccole oneste esigenze del singolo cittadino come se fosse un affare importante è buon metodo in politica. Dante esalta Traiano per aver ascoltato la “vecchierella” al momento della partenza per la guerra. (Sturzo)